Il problema dell’Italia? La struttura verticale.

Riporto di qui a seguito un articolo che mi fa ha fatto sorridere e pensare che allora… forse avrei bisogno di un marito tedesco per risollevare un giorno la situazione dell’azienda di famiglia!

Da questa piccola auto-provocazione riporto l’intervista di Gabriele Gabbini all’imprenditore bavarese Boerner per il Giorno Online (sezione dedicata all’Expo). Ne emerge che alla base dei problemi in Italia non vi è solo la burocrazia ma soprattutto una struttura verticale.

E voi cosa ne pensate?

expo2015

Per il bavarese innamorato dell’Italia la Expo di Milano è una grande opportunità per l’Italia

«Expo? Un’opportunità unica per l’intero Paese, prima ancora che per Milano». A dirlo è Anton Boerner, bavarese imprenditore, presidente della «Federation of German Wholesale Foreign Trade and Service», federazione con oltre un milione e duecentomila associate, e molto vicino agli ambienti politici della cancelliera tedesca Angela Merkel. Un’opportunità, si diceva, per attrarre investimenti, evidenziare le eccellenze enogastronomiche nostrane e, più in generale, risollevarsi da un periodo economico di grande difficoltà, partendo proprio da uno dei punti forti di casa, ovvero la buona tavola. Un’opportunità talmente ghiotta che perfino lo stesso Boerner ha deciso di scommetterci, fondando da zero, in Lazio, un’azienda vitivinicola d’eccellenza, la Omina Romana. «Una scommessa — spiega l’imprenditore, molto legato all’Italia, dato che sua moglie viene proprio dal Belpaese — nata dal rigore tedesco unito alla passione tipicamente italiana, per fondare in una terra splendida, ma spesso sottovalutata a livello vitivinicolo, un altro grande prodotto italiano»

Sulla la situazione economica dell’Italia in questo momento:

«Questo Paese ha un grande potenziale, che però non sfrutta appieno. La mia allora vuole quasi essere una sfida, un messaggio, affinché un territorio così bello venga valorizzato al meglio. Del resto il momento attuale non è più complicato di quanto sia sempre stato, o almeno non nel settore agricolo».

Una affermazione di Boerner che mi piace molto è questa:

«In questo settore non si investe per guadagnare subito. Le crisi vanno e vengono, l’agricoltura invece resta.(…) ».

E poi si sofferma sulla questione della burocrazia italica. Ecco come siamo messi anche solo per “produrre una bottiglia”.

«Basti pensare che, per produrre una sola bottiglia, servono qualcosa come 38 permessi diversi. Voglio cambiare una porta, in casa come in azienda? Serve un permesso; devo fare dei lavori, anche minimi? Un altro permesso, e si perde un sacco di tempo prima di poter essere davvero operativi».

Per capire come arginare il problema bisogna innanzitutto comprendere che il problema sta alla base della struttura della società:

«Servono delle riforme concrete, ma per farle bisogna prima rinunciare ai privilegi. La differenza più grande tra Germania e Italia sta alla base. Qui la struttura è verticale, in tutto il Nord Europa invece la struttura è orizzontale: non è una persona sola a comandare ma sono le istituzioni, e qualunque singolo in questa struttura è sostituibile. Un’esperienza da esportare anche a livello aziendale, e non solo politico, perché anche l’impresa deve essere vista come una famiglia, in cui tutti lavorano per il bene comune, che poi è anche quello del singolo».

Fonte: Quotidiano.net

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Sono Francesca Romana, lavoro nel marketing turistico e vivo a Vienna da nove anni.

“Scrivo, assaggio, viaggio, ergo sum” è diventato il mio motto.

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