Vino kosher… vino, tradizione e religione

Leggendo un articolo su Edizione culturale ho scoperto perchè tra i vini israeliani ci sono alcuni vini definiti kasher (o kosher). … il rapporto tra vino e religione, i prodotti della terra considerati un dono e non un prodotto del lavoro dell’uomo.

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Pare che nella Bibbia ci siano circa 140 riferimenti al vino. Perfino dio è raffigurato come vignaiolo.

Ma quali sono i criteri per considerare un vino “kasher”? e soprattutto che significa questo termine?

Sempre su Evoluzione culturale leggo:

Nell’Ebraismo il consumo del vino è presente oltre ad essere importante, ma se ne raccomanda un uso moderato. Un consumo che deve attenersi alle regole della Kasherut, quelle che prescrivono cosa è lecito magiare al popolo ebraico e di conseguenza è considerato Kasher. Il vino consumato dagli ebrei è quindi un vino Kasher, che risponde a precise condizioni sia nella coltura della vite che nella vinificazione, permettendo così il suo utilizzo negli usi religiosi.

Ecco una check list per capire se il vino è kosher o no. O meglio, come deve essere prodotto un vino per rientrare nella definizione di kosher…

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Per saperne di più.

A Roma il 15 dicembre di tiene il  Kosher Wine Festival.

Tra le etichette del panorama enologico israeliano:

  • Domaine Du Castel
  • Dalton
  • Galil Mountain
  • Barkan
  • Flam
  • Segal
  • Tabor
  • Jerusalem Hills Winery

Tra le aziende italiane di produzione kasher:

  • Gian Paolo Manzone
  • Le Macie-Terra di Seta
  • Gotto d’Oro
  • Castello di Poppiano
  • Araldica
  • Vecchia Cantina di Montepulciano
  • Feudi di San Gregorio

E tu hai già assaggiato uno di questi vini, ne conosci qualcuno? Avevi già sentito parlare di vini kasher?

 

 

 

 

 

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