MONOPOLI ~ Slow Travel 

Monopoli più di un gioco di società, considerata la “città delle contrade” di Puglia.

La mia visita a Monopoli, segue sempre il mio stile slow travel, fatto di gite in treno e passeggiate percorrendo a piedi centri sconosciuti, senza cartina e seguendo l’intuito, la conformazione urbanistica del luogo, attratta verso il basso delle stradine in discesa, attratta dal forte richiamo del mare.


Monopoli è anche detta la città delle centocontrade. L’agro infatti è diviso in varie località denominate contrade, i cui toponimi rievocano antichi casali scomparsi, la presenza di una masseria, di una chiesa o altri riferimenti storico-geografici.

Monopoli rappresenta, sull’Adriatico, uno dei porti più attivi e popolosi della regione. Il suo caratteristico centro storico di origine alto-medievale, sovrapposto ai resti di un abitatomessapico fortificato già nel V secolo a.C., si affaccia sul mare circondato da alte mura.

La cosa formidabile è che per fare un tuffo in acqua basta uscire da casa e trovi questa conchetta a portata di mano. Come avere il mare in casa, senza prendere auto, nè bici. Infila un telo da mare nella tua borsa, indossa le flip flop e scendi con me le scalette, adagia il telo sulla sabbia e tuffiamoci in acqua.

Lungo mare: vedere il mare dopo un anno. Respirare iodio. Inspira, trattieni e fai scorte di iodio. Espira.

L’itinerario pedonale turistico, ben indicato dalle insegne preposte, ti accompagna in un percorso che passa da stradine piene di fiori e cactus, con scorci di chiese medievali.

Romana e il cactus.

Castello Carlo V – la storia.

L’attuale conformazione urbanistica della città di Monopoli si deve all’architetto De Simone che nel 1795 vide approvato il proprio progetto dalle autorità napoletane. Il piano prevedeva l’abbattimento delle mura cittadine, che per secoli avevano garantito la sicurezza della città, ritenute allora obsolete e inutili e un’espansione urbana caratterizzata da uno schema a scacchiera, in evidente contrasto con la zona medievale formata da vie strette e tortuose. Il limite tra la città vecchia e la zona nuova è determinato dal circuito delle scomparse fortificazioni e i punti di accesso più evidenti sono in corrispondenza delle antiche porte.

Molto più interessante il precedente progetto (non approvato dalle autorità napoletane) redatto dell’ingegnere Francesco Sorino nel 1794, che prevedeva la conservazione delle mura e uno schema d’espansione urbana a raggiera, a partire da una grande piazza rotonda. Si trattava di una soluzione moderna e rispettosa delle memorie storiche e architettoniche dell’antica città e delle sue molteplici direttrici di collegamento col territorio circostante. La Monopoli del Sorino avrebbe avuto molti riferimenti formali con l’attuale città di Lucca, che ha conservato integralmente il sistema di fortificazioni cinquecentesco ben distinto dal moderno tessuto urbano di accrescimento.

Il bacino portuale comprende quattro insenature o cale, Porto Vecchio, Cala Batteria o delle Batteria, Cala Fontanelle, Cala Curatori.

INFO

SLOW TRAVEL: in treno (regionale) da Brindisi a Monopoli (5,60 €) e a piedi: itinerario pedonale circa un’ora e mezza

Temperature in novembre: circa 15-20° 

CHIESE – Elenco e storia 

CINEMA – La città di Monopoli è sede del Sudestival, Il cinema italiano in Puglia, festival cinematografico nazionale dedicato alla filmografia indipendente italiana. Inoltre in questa città sono state fatte le riprese per numerosi film, tra cui La seconda notte di nozze di Pupi Avati (2005), Noi siamo Francesco (2014) 

EVENTI – Turismo e poesia www.monopolitourism.com/2017/07/22/scatti-di-poesia/

TRASPORTI: www.trenitalia.it 

SITO UFFICIALE: www.comune.monopoli.ba.it

FONTI: Wikipedia

Foto credits © Vino Servus | Francesca Romana Cordella

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BRINDISI │ MEHR ALS EINE HAFENSTADT

 

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MEINE STADT UND IHRE PERSÖNLICHE BEDEUTUNG

 

Wenn ich an meine Heimatstadt denke, sind die ersten Gedanken mit Sehnsucht und Melancholie verbunden.

Brindisi ist für mich nicht nur die Stadt, wo ich geboren bin. Sondern ist sie auch der Ort, woher ich zur Liebe der Fremdsprachen und der Notwendigkeit mich selbstständig in Europa beruflich zu entwickeln weg geflüchtet bin.

Diese Stadt ist die Ortschaft, in der ich mein Charakter und Persönlichkeit aufbauen konnte, woher meine Familie aus Generationen stammt, wo mein Groß Opa die ersten Hektaren gekauft und den Wein angebaut hat.

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Tarantella e tolleranza: non solo un gioco di parole

Qualche sera fa tornando a casa a piedi sono passata da Yppenplatz. Di solito questa piazza di Vienna mi piace soprattutto in estate. Raramente decido di passare da queste parti in inverno o in altre stagioni.

Passo davanti al Brunnenpassage e vedo della gente che canta, sembra essere un coro. Come al mio solito, ficco il naso anche qui, entro e sbircio. Penso, prendi il programma del mese Frà, magari è la volta buona che tu faccia qualcosa di culturale a due passi da casa.

E poi scopri che c’è il corso di tarantella.

Allora mi è venuta voglia di saperne di più  e soprattutto di promuovere un’iniziativa che porta un  po’ di Mediterraneo a Vienna!

 

Alessandra Tirendi

Francesca Romana: Chi sei, da dove vieni e cosa fai a Vienna?

Alessandra: Sono una danzatrice di danza contemporanea e vengo dalla Sicilia, esattamente da Caltanissetta.

Vivo a Vienna da 23 anni. Ho lavorato in varie compagnie di danza e negli ultimi anni mi dedico all‘ insegnamento della danza in varie istituzioni per bambini, ragazzi e adulti. Da circa tre anni ho iniziato ad insegnare anche dei workshops di tarantella spesso in collaborazione con un’ altra siciliana, Irene Coticchio, che insegna canto.

FR: Raccontaci qualcosa in piu´del progetto di Tanz die Toleranz.

A: Lavoro da circa tre anni per l‘istituzione Tanz die Toleranz, un‘ organizzazione che fa parte della Caritas e che offre lezioni di danza gratis nel Brunnenpassage al Brunnenmarkt, un‘ iniziativa stupenda che riesce tramite la danza a portare insieme gente proveniente da tutti i paesi del mondo. Alla fine di ogni corso i coreografi che hanno insegnato il workshop presentano con gli studenti una coreografia.

FR: Dove si terranno gli incontri di danza?

A: Gli incontri si terranno a partire dal 2 Marzo nel sedicesimo distretto nella Brunnenpassage per due mesi di seguito ogni lunedì dalle 17.30 alle 19.30.

FR: Tu sei siciliana, io sono pugliese ( o meglio salentina). Ci sono delle differenze regionali in questa danza tradizionale popolare?

A: La tarantella e la pizzica sono due danze popolari del Sud Italia e hanno un’origine simile, si dice infatti che chi viene morso dalla tarantola può liberarsi dal suo veleno solo ballando.
Le due danze però si differiscono notevolmente sia nei passi che nel ritmo. La tarantella siciliana viene di solito ballata in gruppo, la pizzica si può ballare anche solo in due persone. Sono due danze popolari bellissime e divertenti che danno molta energia, la musica è molto varia e ritmata.
Chiunque può ballare la tarantella non è necessaria nessuna conoscenza della danza.
Grazie Alessandra!
Non chiamatemi campanilista ma … posso mostrarvi un bel video di pizzica salentina? 😀

https://www.youtube.com/watch?v=LI7mC1ZC-uw

Ancora curiosi di sapere invece come ballare la tarantella siciliana? Be’, basta partecipare ogni lunedi ai corsi di Alessandra Tirendi!

 


TANZ DIE TOLERANZ
I corsi di Alessandra si tengono:
  • 02 marzo, 9 marzo, 16 marzo, 23 marzo, 30 marzo
  • 13 aprile, 20 aprile, 27 aprile
Iscrizioni e info: tanzdietoleranz@caritas-wien.at
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