Ci sono delle poesie che mi porto dai tempi del liceo. Due di queste la mia prof. di tedesco Rachele ce le aveva fatte imparare a memoria! Altre le ho scoperte anni dopo. Certo è che molti degli autori che avevo studiato a scuola sono austriaci.

Le poesie che ho raccolto mi stanno molto a cuore.  Ho selezionato quelle meno conosciute e quindi meno classiche.

 

PAUL CELAN

Ritratto di un’ ombra

I tuoi occhi, orma di luce dei miei passi;
la tua fronte, solcata dal lampo delle spade;
i tuoi sopraccigli, orlo della rovina;
le tue ciglia, messi di lunghe lettere;
i tuoi riccioli, corvi, corvi, corvi;
le tue guance, stemma del mattino;
le tue labbra, ospiti tardivi;
le tue spalle, statua dell’oblio;
i tuoi seni, amici delle mie serpi;
le tue braccia, ontani alla porta del castello;
le tue mani, tavole di morti giuramenti;
i tuoi fianchi, pane e speranza;
il tuo sesso, legge dell’incendio boschivo;
le tue cosce, ali nell’abisso;
i tuoi ginocchi, maschere della tua boria;
i tuoi piedi, teatro d’armi dei pensieri;
le tue piante, cripte di fiamme;
la tua orma, occhio del nostro addio.

Paul Celan, nato Paul Antschel (Cernauți, 23 novembre 1920 – Parigi, 20 aprile 1970), è stato un poeta rumeno ebreo, di madrelingua tedesca. È stato traduttore di traduce Emil Cioran, Ungaretti, Paul Valéry.  Alla fine degli anni Quaranta ha contatti con gli ambienti culturali tedeschi, con il Gruppo 47, anche in seguito a una breve relazione, risalente al 1948, con la poetessa Ingeborg Bachmann ( * ) e altri poeti e scrittori.

 

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HERMANN HESSE

Weil ich dich liebe

Weil ich dich liebe, bin ich des Nachts
So wild und flüsternd zu dir gekommen,
Und dass du mich nimmer vergessen kannst,
Hab ich deine Seele mitgenommen.

Sie ist nun bei mir und gehört mir ganz
Im Guten und auch im Bösen;
Von meiner wilden, brennenden Liebe
Kann dich kein Engel erlösen.
Perché ti amo

Perché ti amo, di notte son venuto da te
cosi’ impetuoso e titubante
e tu non mi potrai più dimenticare
l’ anima tua son venuto a rubare.

Ora lei è mia – del tutto mi appartiene
nel male e nel bene,
dal mio impetuoso e ardito amare
nessun angelo ti potrà salvare.

 

 

HEINRICH HEINE

Du bist wie eine Blume

Du bist wie eine Blume,
So hold und schön und rein;
Ich schau’ dich an, und Wehmuth
Schleicht mir in’s Herz hinein.

Mir ist, als ob ich die Hände
Auf’s Haupt dir legen sollt’,
Betend, daß Gott dich erhalte
So rein und schön und hold.

Tu sei come un fiore

Tu sei come un fiore
così soave, bella e pura;
io ti guardo e la malinconia
s’insinua nel mio cuore.

Mi sento come se
dovessi porti le mani sul capo,
pregando che Dio ti conservi
pura bella e soave.

 

Christian Johann Heinrich Heine (Düsseldorf, 13 dicembre 1797 – Parigi, 17 febbraio 1856) è stato un poeta tedesco, il principale del periodo di transizione tra il romanticismo e il realismo.

 

RAINER MARIA RILKE

Liebeslied

Wie soll ich meine Seele halten, daß
sie nicht an deine rührt? Wie soll ich sie
hinheben über dich zu andern Dingen?
Ach gerne möcht ich sie bei irgendwas
Verlorenem im Dunkel unterbringen
an einer fremden stillen Stelle, die
nicht weiterschwingt, wenn deine Tiefen schwingen.
Doch alles, was uns anrührt, dich und mich,
nimmt uns zusammen wie ein Bogenstrich,
der aus zwei Saiten eine Stimme zieht.
Auf welches Instrument sind wir gespannt?
Und welcher Geiger hat uns in der Hand?
O süßes Lied.

 

Canto d’amore

Come potrei trattenerla in me,
la mia anima, che la tua non sfiori;
come levarla, oltre te, ad altre cose?
Ah, potessi nasconderla in un angolo
perduto della tenebra, un estraneo
rifugio silenzioso che non seguiti
a vibrare se vibri il tuo profondo.
Ma tutto quello che ci tocca, te
e me, insieme ci prende come un arco
che da due corde un suono solo rende.
Su qual strumento siamo tesi, e quale
violinista ci tiene la mano?
O dolce canto.

 

Rainer Maria Rilke, nome completo René Karl Wilhelm Johann Josef Maria Rilke ( Praga, 4 dicembre 1875 – Montreux, 29 dicembre 1926), è stato uno scrittore, poeta e drammaturgo austriaco di origine boema.

 

GEORG TRAKL

Im roten Laubwerk voll Guitarren

Im roten Laubwerk voll Guitarren
Der Mädchen gelbe Haare wehen
Am Zaun, wo Sonnenblumen stehen.
Durch Wolken fährt ein goldener Karren.

In brauner Schatten Ruh verstummen
Die Alten, die sich blöd umschlingen.
Die Waisen süß zur Vesper singen.
In gelben Dünsten Fliegen summen.

Am Bache waschen noch die Frauen.
Die aufgehängten Linnen wallen.
Die Kleine, die mir lang gefallen,
Kommt wieder durch das Abendgrauen.

Vom lauen Himmel Spatzen stürzen
In grüne Löcher voll Verwesung.
Dem Hungrigen täuscht vor Genesung
Ein Duft von Brot und herben Würzen

 

Nel fogliame rosso di chitarre pieno…

Nel fogliame rosso di chitarre pieno
sventola delle fanciulle la gialla chioma
allo steccato dove girasoli stanno.
Tra nuvole passa un carro dorato.

Nella pace di ombre brune tacciono
i vecchi che si abbracciano tonti.
Gli orfani dolcemente il vespro cantano.
Nei vapori gialli ronzano le mosche.

Al ruscello ancora fanno il bucato le donne.
Gli appesi panni ondeggiano.
La piccina che mi piacque a lungo,
di nuovo ritorna nel grigio della sera.

Dal cielo tiepido precipitano
rondini in verdi buchi di putrescenza pieni.
All’affamato illude guarigione
un profumo di pane e di aspre spezie.

 

Georg Trakl (Salisburgo, 3 febbraio 1887 – Cracovia, 3 novembre 1914) è stato un poeta espressionista austriaco.

 

INGEBORG BACHMANN

Erklär mir, Liebe
Dein Hut lüftet sich leis, grüßt, schwebt im Wind,
dein unbedeckter Kopf hat’s Wolken angetan,
dein Herz hat anderswo zu tun,
dein Mund verleibt sich neue Sprachen ein,
das Zittergras im Land nimmt überhand,
Sternblumen bläst der Sommer an und aus,
von Flocken blind erhebst du dein Gesicht,
du lachst und weinst und gehst an dir zugrund,
was soll dir noch geschehen –

Erklär mir, Liebe!

Der Pfau, in feierlichem Staunen, schlägt sein Rad,
die Taube schlägt den Federkragen hoch,
vom Gurren überfüllt, dehnt sich die Luft,
der Entrich schreit, vom wilden Honig nimmt
das ganze Land, auch im gesetzten Park
hat jedes Beet ein goldner Staub umsäumt.

Der Fisch errötet, überholt den Schwarm
und stürzt durch Grotten ins Korallenbett.
Zur Silbersandmusik tanzt scheu der Skorpion.
Der Käfer riecht die Herrlichste von weit;
hätt ich nur seinen Sinn, ich fühlte auch,
daß Flügel unter ihrem Panzer schimmern,
und nähm den Weg zum fernen Erdbeerstrauch!

Erklär mir, Liebe!

Wasser weiß zu reden,
die Welle nimmt die Welle an der Hand,
im Weinberg schwillt die Traube, springt und fällt.
So arglos tritt die Schnecke aus dem Haus!

Ein Stein weiß einen andern zu erweichen!

Erklär mir, Liebe, was ich nicht erklären kann:
sollt ich die kurze schauerliche Zeit
nur mit Gedanken Umgang haben und allein
nichts Liebes kennen und nichts Liebes tun?
Muß einer denken? Wird er nicht vermißt?

Du sagst: es zählt ein andrer Geist auf ihn …
Erklär mir nichts. Ich seh den Salamander
durch jedes Feuer gehen.
Kein Schauer jagt ihn, und es schmerzt ihn nichts.

 

Spiegami, Amore

Lieve il tuo cappello si leva, saluta, fluttua nel vento,
il tuo capo scoperto ha incantato le nuvole,
il tuo cuore ha da fare altrove,
la tua bocca s’annette nuovi idiomi,
l’erba tremolina si propaga nei campi,
Di aster, soffiando, l’estate attizza e spegne il fuoco,
e tu sollevi il volto accecato dai fiocchi,
ridi e piangi e a causa tua soccombi,
cos’altro mai può accaderti –

Spiegami, Amore!

Il pavone, in solenne stupore, fa la ruota,
la colomba rialza il suo bavero di penne,
satura del tubare, si distende l’aria,
grida il maschio dell’anatra, di miele selvatico s’impregna tutto il paese, anche nel parco ben disposto ogni aiuola ha cinto
una polvere d’oro.

Rosso si fa il pesce, supera il banco
e si tuffa tra grotte nel letto di coralli.
Su musica di sabbia argentea timido danza lo scorpione,
da lungi il coleottero fiuta la maestosa;
avessi questo suo senso, sentirei anch’io
sotto la sua corazza il bagliore di ali
e m’incamminerei verso il lontano cespuglio di fragole!
Spiegami, Amore!

L’acqua sa parlare,
l’onda prende l’onda per mano,
nella vigna s’ingrossa l’uva, si spacca e cade.
E quanto priva di malizia la chiocciola lascia la sua casa!

Una pietra sa come ammorbidirne un’altra!

Spiegami, Amore, ciò che non so spiegare:
dovrei passare questo breve orribile tempo
soltanto con pensieri e, caso isolato,
non conoscere amore né far nulla che amore sia?
Si è costretti a pensare? Non si avverte la mancanza di chi pensa?

Tu dici: un altro spirito conta su di lui.
Non spiegarmi nulla. Vedo la salamandra
attraversare ogni fuoco.
Non un fremito la scuote e nulla le dà dolore.

 

Ingeborg Bachmann, nota anche come Ruth Keller (Klagenfurt, 25 giugno 1926 – Roma, 17 ottobre 1973), è stata una poetessa, scrittrice e giornalista austriaca.

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Sono Francesca Romana, lavoro nel marketing turistico e vivo a Vienna da nove anni.

“Scrivo, assaggio, viaggio, ergo sum” è diventato il mio motto.

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