“Vuoi andare al Vinitaly?” Un mio conoscente mi aveva avvisata, ma devo dire che, come in qualsiasi cosa, preferisco riservarmi un commento basato sulla mia esperienza.

Me lo avevano detto che al Vinitaly avrei trovato caos, molta gente, una fiera sicuramente diversa da quella dove avevo lavorato a marzo.

A marzo ho lavorato come interprete alla fiera ProWein. Questa fiera è dedicata prevalentemente ai visitatori specializzati, ai buyers, è eventualmente​ rilevante per la stampa ma di sicuro non per i privati. Al Vinitaly invece c’è posto per tutti e quest’anno, ho deciso che era il momento di prendere parte a questo evento al quale, almeno una volta nella vita, non puoi mancare.

Mi era stato sconsigliato di andare il primo giorno, di domenica, e quindi sono andata il lunedì e il martedì.

 

Va … Dove ti porta il naso! 🍇❤🍷 Lass dich von deiner Nase führen! . #vinitaly #vinitaly2017#vinoservus #vinoservusontour

Un post condiviso da Romana in Vienna | Vino Servus (@fr_romana) in data:

Vi racconto un po’ come prepararsi alla fiera, quali erano le mie aspettative e cosa infine ho trovato.

1. Fare una scaletta e organizzare ogni giorno della tua visita.

Ovviamente dipende dagli obiettivi e con quale approccio vai al Vinitaly. Se sei un visitatore privato magari ci andrai con amici o parenti, se sei importatore o hai un ristorante avrai altre tappe obbligate. Se sei un giornalista e un blogger hai ancora altre esigenze. Intanto avevo buttato giù una scaletta, che mi è servita a ben poco, ti spiego anche perché. Oltre a visitare i vari padiglioni in modo random o magari più o meno organizzato, la fiera Vinitaly offre un programma di quattro giorni ricchissimo! Ci sono alcuni eventi gratuiti, e altri a pagamento, come per esempio quelli organizzati da Vinitaly International e altre associazioni o consorzi. Ma spesso bisogna prenotarsi, e quindi avere una scaletta troppo ricca e poco studiata non mi è servito a molto.

2. Parola d’ordine: studiarsi bene il programma

Bisogna prenotarsi almeno per mail. Poi ovviamente è possibile presentarsi allo stand e chiedere, valutare se ci sono posti liberi. Ma per alcuni è davvero necessario avere la prenotazione, se no, ciccia. Inoltre bisogna tenere a mente le distanze considerevoli tra i padiglioni e il tempo per raggiungere i vari luoghi dove si tengono conferenze e degustazioni tematiche guidate.

IMG_20170410_140612

3. La fiera ha acquistato in qualità

Non ho visto gente sfatta come a altri eventi. Dieci minuti prima della fine i responsabili della sicurezza vengono a dirti gentilmente che bisogna uscire. Non vedi gente che trafuga bottiglie perché e, anche se solo volessi portare via una bottiglia campione, è necessario farsi dare un modulo. La cantina o azienda agricola lo compila e conferma che non hai preso la bottiglia illegalmente, ma che ti è stata regalata. Pare che negli ultimi anni il Vinitaly abbia lavorato molto su questo aspetto della fiera con un’attenzione particolare ad alcuni aspetti organizzativi. Aumentando il biglietto di ingresso e gestendo in modo più controllato il sistema degli ingressi, è stato possibile evitare situazioni spiacevoli che si erano viste nel passato (come gente che vomitava, gruppi di amici sbronzi). Ma ripeto, questo è quello che mi hanno raccontato.

4. Gli accessori dell’eno-appassionato

Non aspettarti di entrare, ricevere il catalogo e la pettorina col tuo bicchiere. Ogni stand, cantina, azienda agricola ti da un bicchiere, il più delle volte con il marchio della cantina o del consorzio Pinco, o del movimento del vino della regione Pallo. Mi aspettavo di avere questo all’ingresso, come succede sempre alle degustazioni alle quali partecipo, ma che sono di gran lunga di dimensioni minori. La cosa positiva è che non devi curarti del tuo bicchiere, di romperlo o perderlo, e ho trovato la cosa molto agevole.

5. Il dramma del wifi se vieni dall’estero

Mi chiedo come abbiano fatto importatori e giornalisti internazionali a barcamenarsi con internet. Ho fatto mille foto dei vini degustati ma non ho postato in tempo reale. Per giornalisti e blogger internet non è incluso nell’accredito. L’acceso al wifi è solo nelle gallerie (3 minuscole gallerie se le metti in relazione a 18 padiglioni dove l’accesso wifi è solo per gli espositori). Non è certo un dramma, ma per me che vengo dall’Austria ogni volta è un disagio se ad una fiera non ho l’accesso ad internet per poter postare sui social sul momento.

Questo slideshow richiede JavaScript.

6. Ad una grandezza maggiore di una fiera corrisponde maggiore possibilità di conoscere il Vino e imparare.

La cosa che apprezzo di questa fiera internazionale tra le più rilevanti a livello europeo (e forse mondiale?) insieme al Vinexpo di Bordeaux è che c’è davvero tanto da scoprire. Il mio approccio legato allo studio e alla conoscenza del Vino mi spinge, da una parte, a preferire fiere dalle dimensioni più modeste per una questione di comunicazione e scambio più diretta e colloquiale con il produttore, e chi degusta insieme a te in quel momento. La grandezza del Vinitaly rende il tutto forse un po’ impersonale, caotico, poco gestibile sulle distanze, ma forse il bello è proprio questo. Su quattro giorni di fiera sono stata solo ieri e lunedì. Avrei dovuto andarci davvero tutti i giorni per conoscere e degustare molto di più. Hai a disposizione tutte le regioni di Italia, anche alcuni paesi stranieri e una vasta di gamma di prodotti enogastronomici (se ci aggiungi anche il Salone dell’agroalimentare Sol&Agrifood)

Ma il mio Veneto Tour continua con nuove esperienze e una tabella di marcia piena ancora di giri, degustazioni, eventi culturali alla scoperta del territorio.

 

SITI UTILI

Vinitaly International – www.vinitalyinternational.com

Fiera di riferimento dei buyer esteri per l’agroalimentare di qualità Made in Italy – www.solagrifood.com

Tecnologia innovativa applicata alla filiera del vino e dell’olio – www.enolitech.it

 


Francesca Romana 

Romana vinoservus

Seguimi su Facebook, Instagram & Twitter

Comments

Sono Francesca Romana, lavoro nel marketing turistico e vivo a Vienna da nove anni.

“Scrivo, assaggio, viaggio, ergo sum” è diventato il mio motto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

By continuing to use the blog Vino Servus, you agree to the use of cookies. more information

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close