La città di Matera mi ha rapita. Ma non sono l’unica ad essere stata toccata da questa città malinconica, arida, ma che al tempo stesso pullula di vita.

 

Una cosa molto interessante è sapere che i nostri passi si stanno sovrapponendo a quelli di chi, é passato sui sassi prima di noi, e che ne ha raccontato la tragedia.

Siamo arrivate a Matera alle 11.30 e alle 12 circa siamo in centro.

La nostra passeggiata in avanscoperta di Matera inizia sotto il sole cocente. Siamo arrivate da pochissimo, il tempo di mollare lo zaino nel B & B, non vogliamo perderci neanche un minuto di tempo. Abbiamo un giorno e mezzo e siamo pronte a lasciarci sorprendere!

Ammiriamo la Cattedrale di Matera. Splendente la sua facciata e il suo rosone. Dal muretto di fronte al duomo guardiamo verso il basso.

Sotto il sole i tratti e contorni delle casupole sono molto più nitidi. Le finestre tutte uguali, spalancate e con le ante verde bottiglia.

Le abitazioni sono così vicine e incollate le une alle altre che è difficile dell’alto capire cosa ci aspetta.

La scalinata di fronte alla cattedrale ci porta verso i sassi. Sarà la prima di una serie di salite e discese.

Queste strade erano già state percorse da Carlo Levi, che di Matera e di esse ha scritto:

 

«Arrivai a Matera verso le undici del

mattino. Avevo letto nella guida che è

una città pittoresca, che merita di essere

visitata, che c’è un museo di arte antica

e delle curiose abitazioni trogloditiche

[cioè scavate nella roccia]. […] Allontanatami

un poco dalla stazione, arrivai

a una strada, che da un solo lato

era fiancheggiata da vecchie case, e

dall’altro costeggiava un precipizio. In

quel precipizio è Matera. La forma di

quel burrone era strana; come quella di

due mezzi imbuti affiancati, separati da

un piccolo sperone e riuniti in basso in

un apice comune, dove si vedeva, di

lassù, una chiesa bianca, Santa Maria

de Idris, che pareva ficcata nella terra.

Questi coni rovesciati, questi imbuti, si

chiamano Sassi. Hanno la forma con

cui, a scuola, immaginavamo l’inferno

di Dante, in quello stretto spazio tra le

facciate e il declivio passano le strade,

e sono insieme pavimenti per chi esce

dalle abitazioni di sopra e tetti per quelle

di sotto. Alzando gli occhi vidi finalmente

apparire, come un muro obliquo, tutta

Matera. È davvero una città bellissima,

pittoresca e impressionante.»




Come dargli torto.

AVETE MAI VISITATO QUESTA CITTÁ? OLTRE AD ESSERE DA ANNI PATRIMONIO DELL’UNESCO, L’ANNO PROSSIMO SARÁ ANCHE “CAPITALE MONDIALE DELLA CULTURA”.

 


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Sono Francesca Romana, lavoro nel marketing turistico e vivo a Vienna da nove anni.

“Scrivo, assaggio, viaggio, ergo sum” è diventato il mio motto.

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