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[cml_media_alt id='37551']Vino Servus - ricostruzione[/cml_media_alt]

Molto di quello che ho imparato lo devo alla mia famiglia. Direi per un buon 40%. Poi aggiungiamo quello che impariamo attraverso l’esperienza coi “pari”, la peer to peer experience, quello che ci insegnano a scuola e quello che ci tramettono gli insegnanti con la loro personalità. Poi i compagni di scuola e tutti quelli di viaggio. Ci metterei anche i datori di lavoro, quando si tratta di persone che ti lasciano qualcosa e non solo i soldi sul conto, e i colleghi, che spesso diventano fratelli e sorelle di una famiglia allargata.

Ho imparato che il bicchiere è sempre pieno, grazie a mia madre. La pazienza del curare un giardino da mia nonna. Non ho il pollice verde, ma pazienza, pare, ne ho da vendere. Ah sì, perché sono brava a vendere, quindi venderei anche quella. Che bisogna potare la vigna, che bisogna tagliare i rami secchi da mio nonno prima e da Gi. dopo.

Che la “creatività del caso” declamata dalla mia prof. di filosofia mi ha regalato spesso doni assurdi. Spesso in forma di incontri umani, raramente in vincite, o botte di …

Ho imparato che le situazioni impreviste con un potenziale di distruzione non mi atteriscono ma mi rinnovano. Che un problema è da vedere come una chance. E che non è giocando al gioco della felicità di Polyanna che la raggiungi, quella razza di felicità, ma cercando la luce dove non c’è dandole spazio.

“L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.”

ITALO CALVINO,  Le città invisibili

#riflessioniviennesi

Da poco tempo mi trovo in una nuova fase della vita. Ricostruzione.

Metto i ponti che avevo creato nel passato sui punti da collegare, ne creo di nuovi ma continuo a costruire su quelli esistenti.
Non creo dal nulla. Risparmio energie. La parola d’ordine è focus. E voglio creare il cambiamento.

Sono alla ricerca di un nuovo percorso per me. Personale e lavorativo.

Puoi contattarmi per conoscermi, scambiare due chiacchere, per potenziali collaborazioni o semplicemente per un caffé o un calice di vino.

 

 

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